inquinamento indoor

Inquinamento indoor: cause, conseguenze e soluzioni

Poche persone, fino ad oggi, hanno sentito parlare così insistentemente di inquinamento indoor come in questi ultimi anni. Molte non ne conoscono ancora il significato, ma soprattutto le cause e le conseguenze sulla nostra salute.

Leopoldo BusaPer fare il punto della situazione, abbiamo intervistato uno dei massimi esperti di salubrità dell’aria negli ambienti indoor, l’architetto Leopoldo Busa, che ha voluto fornirci qualche consiglio pratico e… alcune accortezze tecniche.

Architetto Busa, in questi ultimi anni si parla sempre più spesso di qualità dell’aria negli ambienti chiusi, siano essi domestici o di lavoro. Ci può spiegare perché questo è un tema molto sentito oggi?

“Le nostre abitudini di vita ci hanno ormai spinto a passare moltissimo tempo all’interno di ambienti confinati: viviamo praticamente tutta l’esistenza (oltre il 90%) all’interno delle nostre abitazioni, dei nostri uffici, delle nostre palestre… ci avete mai pensato? Perfino i nostri mezzi di trasporto (automobili, treni ed aerei) sono luoghi chiusi ed artificiali. Il tempo che trascorriamo all’aperto si limita, forse,  alla passeggiata col cane (per fortuna ci sono i nostri amici animali) o all’ora di jogging che magari affrontiamo a bordo strada, in mezzo al traffico cittadino! Viene da se che il tema della qualità dell’aria che respiriamo all’interno di ambienti chiusi diventa preponderante e molto sentito. A quanto appena detto, aggiungiamo che in un luogo confinato possono esserci concentrazioni di inquinanti fino a 5 volte superiori rispetto all’esterno: conoscere ed affrontare il tema legato all’Indoor Air Quality (IAQ) è fondamentale per la nostra salute e per trasformare i nostri spazi di vita in luoghi di prevenzione.”

Quali sono le fonti inquinanti che minacciano la salubrità dell’aria indoor?

“Il termine “Qualità dell’Aria Indoor” identifica le caratteristiche di un importantissimo parametro ambientale costituito da diversi fattori non esclusivamente termo-igrometrici. Si tratta di un indice di valutazione degli ambienti chiusi che soppesa i livelli di temperatura ed umidità, la presenza di muffe aerodisperse, la proliferazione di colonie fungine sulle superfici dell’involucro, la concentrazione degli inquinanti chimici (VOC, dall’acronimo inglese di Volatile Organic Compounds), la presenza di gas radon o di polveri sottili. La “Qualità dell’Aria Indoor” è influenzata da tantissime fonti inquinanti che comprendono l’edificio (con tutti i materiali in esso contenuti e/o di cui è costituto), gli arredi (soprattutto le moquette ed i mobili a base di legno incollato), i prodotti aggressivi per la pulizia della casa e tutto ciò che “emettono” le nostre cattive abitudini (fumo di sigaretta, profumi, candele ed incensi).”

Quali ripercussioni può avere sulla nostra salute una scarsa qualità dell’aria negli ambienti che viviamo ogni giorno?

“Senza arrivare ad analizzare le estreme conseguenze di un ambiente inquinato, possiamo affermare che la scarsa qualità dell’aria di un luogo chiuso, nel breve periodo, può provocare negli occupanti una serie di sintomatologie legate alla cosiddetta “Sindrome dell’Edificio Malato”: cefalea, irritazione di occhi, naso e gola, tosse secca, pelle disidratata, vertigini o nausea, difficoltà di concentrazione; normalmente l’allontanamento da questi luoghi riporta le persone ad uno stato di benessere mentre un’esposizione prolungata, anche a piccolissime dosi inquinanti, può portare all’insorgenza di gravi patologie cronico degenerative.”

Esistono accorgimenti o buone abitudini che l’utente può adottare per migliorare la qualità dell’aria indoor?

“Ci sono una serie di buone abitudini che tendenzialmente comportano un miglioramento della qualità dell’aria interna. La prima cosa da fare è senza dubbio arieggiare spesso i locali, anche d’inverno: è sufficiente aprire le finestre per pochi minuti ogni due ore per scongiurare un eccessivo accumulo di CO2 o di altre sostanze ben più pericolose. L’apertura frequente dei serramenti abbassa drasticamente anche il rischio di proliferazioni fungine sulle pareti interne. La presenza di inquinanti volatili all’interno delle abitazioni è strettamente connessa alle temperature di esercizio degli ambienti stessi: basta quindi abbassare anche di un solo grado il termostato ambiente delle nostre case per ridurre fortemente le emissioni nocive prodotte dai materiali edili e/o dagli arredi. Chi avesse il “pollice verde” può senz’altro affidare una quota di purificazione dell’aria interna alle piante da appartamento che, se mantenute in salute, possono contribuire alla salubrità ambientale di abitazioni e uffici.”

Quali sono invece le soluzioni tecniche possibili?

“A livello tecnico tutti gli ambienti inquinati possono essere bonificati rimuovendo da essi i materiali maggiorente emissivi, introducendo specifici purificatori d’aria (a filtro, catalitici o ionizzanti) o correggendo i ponti termici esistenti con materiali isolanti igroscopici (anche a basso spessore); gli ambienti di nuova concezione invece possono essere adeguatamente progettati attraverso una corretta ventilazione naturale (è igienicamente richiesto almeno 1 V/h), l’introduzione di sistemi per la ventilazione meccanica (anche puntuale), la creazione di un involucro perfettamente coibente e utilizzando vernici certificate (marchiate “Ecolabel” o “GEV Emicode”, verificate secondo protocollo francese “Décret 321/2011”, oppure testate da laboratori accreditati).”